Educazione Finanziaria

La banca dice che gli ETF sono più rischiosi dei fondi: è vero?

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La banca dice che gli ETF sono più rischiosi dei fondi: è vero?

A tutti sarà certamente capitato in passato di avere da parte qualche euro e di voler investire nei mercati per far fruttare al meglio questi risparmi. A meno di non essere degli esperti, la soluzione migliore per evitare di perdere soldi e finire in qualche guaio è quella di rivolgersi ad un professionista, che sappia guidare nelle proprie scelte di investimento.

Molto spesso, l’esperto in questione è il consulente della propria banca di fiducia, il quale, analizzando la situazione, propone una rosa di fondi più o meno bilanciati su cui investire tutto subito o, generalmente, su cui fare un piccolo investimento mensile (il cosiddetto PAC).

Ma perché i consulenti bancari propongono quasi sempre solo fondi, ignorando altri strumenti come ad esempio gli ETF?

Il vero e unico vantaggio dei fondi

Il grande vantaggio dei fondi risiede nel fatto che anche il piccolo risparmiatore può avere accesso ai mercati finanziari senza correre rischi eccessivi. Infatti, grazie ai fondi, è possibile investire su un’ampia serie di azioni e/o obbligazioni, senza necessariamente avere un capitale elevato per acquistare i singoli prodotti in esso contenuti.

In pratica, si può avere, con pochi soldi e pochi strumenti, un portafoglio estremamente diversificato (e la diversificazione aiuta a tenere sotto controllo il rischio).

Questo è l’unico vantaggio dei fondi per l’investitore. Vantaggio che tra l’altro è in comune con gli ETF.

Ma il consulente di banca dice che…

…i fondi hanno performance migliori degli ETF

Il consulente bancario decanta le performance dei fondi, sottolineando al cliente che i fondi che propone sono i migliori strumenti presenti sul mercato e che nel recente passato hanno dato un rendimento strabiliante, addirittura battendo il mercato di riferimento.

Questo grazie al fatto che i prodotti finanziari che propone al proprio cliente hanno 5 stelle su Morningstar e sono gestiti dai migliori gestori di fondi a livello mondiale, che studiano i mercati costantemente per ottenere un extra rendimento rispetto al mercato.

Gli ETF, invece, essendo strumenti passivi, si limitano a replicare il mercato, per cui non possono e non potranno mai fare meglio di un buon fondo.

…i fondi sono meno rischiosi degli ETF

Sempre per il fatto che i suoi fondi sono sotto la stretta sorveglianza dei migliori gestori mondiali, il consulente di banca tiene a precisare che, al contrario degli ETF che sono passivamente in balìa delle oscillazioni di mercato, i fondi siano più sicuri, perché in caso di crolli dei mercati, il gestore può limitare i danni e garantire una minor perdita di portafoglio.

Nella realtà…

…i fondi difficilmente hanno performance nette migliori dell’ETF

Nella stragrande maggioranza dei casi, i fondi, nonostante abbiano degli ottimi gestori, non riescono a battere il proprio mercato di riferimento e, per l’investitore, ciò significa che non esiste alcun rendimento extra, anzi. Ciò è dovuto a due motivi principali:

  • battere il mercato sul lungo periodo è quasi impossibile;
  • i costi dei fondi zavorrano le performance

Per quanto riguarda il primo punto, ci sono diversi studi che indicano come la maggior parte dei fondi facciano peggio del mercato di riferimento. Ad esempio, lo S&P Dow Jones Indices ha rivelato che:

  • a 1 anno, il 58% dei fondi americani ha sottoperformato l’indice S&P500;
  • a 5 anni, questa percentuale è salita al 73%;
  • in 10 anni, addirittura sono risultati perdenti l’83% dei fondi americani.

Le percentuali non cambiano se si considera il continente europeo (qui tutti i dati):

Fondi che battono il mercato

Al contrario dei fondi, gli ETF invece replicano l’andamento del mercato nella maniera più fedele possibile, per cui si avrà una performance in linea col mercato di riferimento.

Anche qualora il consulente di banca proponesse uno dei pochi fondi che superano il benchmark, il rendimento netto che resta al cliente è spesso inferiore rispetto all’investimento in ETF.

Ciò è dovuto alle commissioni di gestione, che hanno un ordine di grandezza ben diverso: tra lo 0,2% e lo 0,8% per gli ETF, mentre per i fondi questi costi vanno da un 1,1% a un 1,9% (ma in alcuni casi vanno anche oltre). Dunque, si parte già con almeno un 1% di differenziale costi da recuperare.

…i rischi, per la stessa categoria, sono molto simili

Non è assolutamente vero che gli ETF, a prescindere, siano più rischiosi dei fondi. Si tratta di una mossa del consulente di banca per farvi desistere dall’utilizzare degli strumenti efficienti.

Infatti, se sia il fondo sia l’ETF investono nello stesso mercato e nelle stesse tipologie di strumenti, è difficile pensare che il rischio corso dall’investitore sia diverso. E non è vero che il gestore riesca sempre a ridurre i rischi rispetto ad un ETF puro: anzi, a volte succede l’esatto contrario, perché può capire che sbagli ad effettuare delle valutazioni e, per cercare l’extra rendimento, finisce per correre qualche rischio in più.

E allora, perché il consulente di banca mi propone a tutti i costi i fondi?

Semplice: perché tra quelle commissioni così elevate, c’è anche la sua remunerazione (e quella del suo istituto di credito per cui lavora). Infatti, seppur esplicitamente la sua consulenza parrebbe gratuita, in realtà quando propone all’investitore dei prodotti volutamente inefficienti è perché così può ricavare il suo stipendio.

Conclusioni

Dunque che fare? La soluzione più semplice è affidarsi ad un consulente finanziario indipendente, che analizza senza alcun conflitto di interessi la situazione e propone soltanto investimenti efficienti e adatti al cliente.

 

Autore

Michael Guerini

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